Blog Robur

Combattere la Legionella: metodi per sanificare gli impianti di distribuzione dell’acqua

Scritto da Ilario Bonomi | 15-feb-2024 14.30.00

Gli impianti di produzione e distribuzione dell'acqua sono l’ambiente ideale per la proliferazione della Legionella, un batterio responsabile di infezioni polmonari e quindi potenzialmente pericoloso per l’uomo. Per questa ragione è importante mettere in atto periodicamente alcune procedure di sanificazione degli impianti, che consentono di eliminare i batteri e tutelare la salute umana. Le modalità per effettuare la sanificazione sono molte: ecco le più diffuse.

Indice della pagina

Cos'è la Legionella e perché prolifera negli impianti di produzione e distribuzione dell’acqua

La Legionella è una famiglia di batteri che prolifera negli ambienti ricchi di acqua, di cui fa parte una specie particolarmente pericolosa per l’uomo: si tratta della Legionella pneumophila, un batterio che può causare infezioni polmonari che, nel tempo, possono espandersi ad altri organi interni, e nei casi più gravi portare alla morte.

La Legionella pneumophila è diffusa in tutto il mondo, ma colpisce l’Italia con particolare frequenza: si calcola che ogni anno, nel nostro Paese, siano alcune migliaia le persone che entrano in contatto con questo batterio. Alcune centinaia di loro contraggono la Legionellosi, l’infezione provocata dal batterio, che ha un tasso di mortalità che si attesta tra il 5 e il 15%.

Il batterio della Legionella è anaerobio, quindi vive in assenza di ossigeno, e trova il suo ambiente ideale in condizioni di stagnazione e in presenza di incrostazioni o sedimenti; sopravvive tra i 5°C e i 55°C, ma prolifera in particolare a temperature comprese tra i 24 e i 42°C. Anche in assenza di tali condizioni esterne, però, la Legionella è in grado di sopravvivere: il batterio ha sviluppato la capacità di produrre biofilm batterici (cioè agglomerati di batteri avvolti da una sostanza gelatinosa di protezione) in grado di resistere sia all'azione termica che a quella chimica.

Queste caratteristiche fanno ben comprendere perché gli impianti di produzione e distribuzione dell’acqua (specie dell’acqua calda sanitaria) siano l’habitat naturale di questo batterio, e perché sia molto importante combattere la sua proliferazione per prevenire rischi per la salute umana.

Stai trovando interessante questo contenuto e vuoi approfondire o parlarne con noi? Siamo a tua disposizione: clicca su CONTATTACI e inviaci la tua richiesta. Saremo felici di aiutarti.

Come combattere la legionella

Per ridurre la pericolosità della Legionella è importante agire già in fase di progettazione dell’impianto, cercando di evitare che si creino zone in cui l’acqua ristagna (gli impianti con ricircolo sono una soluzione ottimale in questo senso) e preferendo, laddove possibile, l’installazione di tubazioni in rame, metallo che inibisce la proliferazione del batterio.

Un’alternativa è costituita dalla progettazione di impianti di produzione istantanea dell’acqua calda sanitaria, perché impianti di questo tipo non prevedono accumuli di acqua. La potenziale difficoltà, in questo caso, è rappresentata dal costo elevato delle apparecchiature e dai possibili problemi di spazio che il loro posizionamento comporta, perché il sistema deve essere posizionato vicino all’utenza.

Accanto agli interventi da realizzare in fase progettuale, è importante prestare la dovuta attenzione alla manutenzione dell’impianto, prevedendo la sanificazione periodica degli accumuli, dei serbatoi e di tutti i componenti in cui si possono verificare ristagno dell’acqua e formazione di sedimenti.

La pulizia può essere accompagnata da interventi di condizionamento chimico dell’acqua, finalizzati a evitare la proliferazione di alghe e altri batteri. I trattamenti di questo tipo non vanno ad agire in modo specifico sulla Legionella ma, eliminando dall’acqua le specie di cui il batterio si nutre, contribuiscono ugualmente alla creazione di un ambiente inospitale. In più, questi interventi inibiscono la formazione dei biofilm batterici, che – come abbiamo visto – costituiscono la principale difesa della Legionella in caso di condizioni di temperatura sfavorevoli, e quindi il loro utilizzo rende più efficaci gli altri interventi di disinfezione, che possono essere di diverso tipo.

Interventi di disinfezione per combattere la Legionella

Disinfezione termica

Il calore è il principale nemico della Legionella, ed è per questa ragione che il batterio può essere combattuto con il cosiddetto “shock termico”: portando la temperatura dell’acqua a una temperatura di 70° la Legionella muore all’istante, a 60° il batterio muore in 32 minuti e a 66°C in 2 minuti. Questo metodo è certamente efficace, soprattutto perché non richiede di intervenire con sostanze chimiche o attrezzature particolari, ma il suo principale svantaggio è legato alla necessità di portare tutto l’impianto, compresi i terminali di distribuzione, alla temperatura desiderata, perché in caso contrario le colonie batteriche presenti nelle zone meno calde potrebbero sopravvivere e moltiplicarsi. Per debellare la Legionella tramite il calore è quindi necessario essere certi che l’acqua esca ad almeno 60°C in tutti i terminali, e che la temperatura venga mantenuta per oltre mezz’ora. In più, questo metodo non è efficace sul biofilm, quindi la Legionella potrebbe comunque sopravvivere.

Cloro

Il cloro è un potente agente ossidante e, se aggiunto all’acqua in concentrazione elevata (> 3 mg/l), mette a dura prova la Legionella. I principali vantaggi di questo metodo dipendono dal fatto che l’agente chimico raggiunge facilmente tutti i punti dell’impianto, e agisce in maniera efficace anche sul biofilm. Il rovescio della medaglia è che l’aggiunta di cloro comporta la formazione di sottoprodotti, ed esistono dei limiti massimi di concentrazione per garantire la potabilità dell’acqua (limite consigliato 0,2 mg/l). Inoltre, alcuni tipi di tubature potrebbero presentare problemi di corrosione dovuti all’eccessiva presenza di cloro. Se si effettua la disinfezione in questo modo, quindi, è necessario prestare molta attenzione al lavaggio dell’impianto prima di ripristinare la distribuzione dell’acqua.

Biossido di cloro

Una valida alternativa al cloro è il biossido di cloro, una molecola che anche in piccole quantità (0,4 mg/l) permette di ottenere un buon livello di disinfezione e l’eliminazione del biofilm, senza intaccare né le tubazioni né la potabilità dell’acqua e senza formare sottoprodotti. L’unico svantaggio è che il biossido di cloro va prodotto in loco, con idonee apparecchiature adeguate all'impianto.

Raggi UV

E' possibile eliminare la Legionella irradiando il flusso d’acqua con lampade a raggi ultravioletti, ma tale metodo è efficace solo se impiegato in prossimità dei punti di utilizzo, e non ha efficacia sul biofilm e sulle zone di ristagno. In più, il costo delle lampade necessarie per l’irraggiamento è elevato e la quantità di acqua che si può trattare in questo modo è ridotta. Per tutte queste ragioni normalmente i raggi UV vengono utilizzati in abbinamento ad altri metodi (di solito lo shock termico) per ottenere la disinfezione dei punti periferici dell’impianto.

Ioni di rame e argento

Al momento che il rame inibisce la formazione della Legionella, è possibile generare tramite elettrolisi ioni di rame che, uniti a ioni di argento, hanno un effetto antibatterico. Il rame è particolarmente efficace sul biofilm, e ha la capacità di inibire per diverse settimane la formazione di nuove colonie di Legionella. Questo metodo presenta comunque alcuni svantaggi: in primo luogo la concentrazione degli ioni va adeguatamente monitorata, sia per garantire l’efficace azione disinfettante, sia per evitare il superamento dei livelli ammessi per la potabilità dell’acqua; inoltre, lo zinco inattiva gli ioni di argento, quindi non si può ricorrere a questa soluzione in caso di presenza di una rete di distribuzione con tubi zincati.

Perossido di idrogeno e argento

Un altro metodo chimico per eliminare la Legionella prevede l’utilizzo di una soluzione stabile di acqua ossigenata e argento. Come abbiamo visto la Legionella prolifera in ambienti privi di ossigeno, e dato che il perossido di idrogeno non genera sottoprodotti pericolosi il suo utilizzo per combattere il batterio è efficiente e privo di rischi. Tale metodo è però relativamente recente e ancora poco diffuso, quindi non sono ancora disponibili risultati da valutare per determinarne l’efficacia.

Ozono

L’ozono è un agente ossidante formidabile, e decisamente meno pericoloso per la potabilità dell’acqua rispetto al cloro, e dato che la Legionella non ama l’ossigeno il suo utilizzo si è rivelato efficace per combattere il batterio. Inoltre, l’ozono non combatte solo la Legionella ma anche molti altri batteri e microrganismi eventualmente presenti nell'acqua, permettendo quindi di ottenere una disinfezione ad ampio spettro con un unico agente.

Nanotubi

Un’ultima, innovativa soluzione per contrastare la Legionella si basa sull'impiego di nanotubi applicati direttamente sui punti di prelievo o sulle tubazioni di distribuzione, che costituiscono un filtro meccanico (filtro a membrana) per i batteri della Legionella. I tubi in questione hanno un diametro di circa 0,2 μm (ovvero 0,0002 mm), quindi vanno sostituiti con una certa periodicità e possono essere utilizzati solo in abbinamento a qualcuno degli altri metodi, e solo su impianti già privi di impurità, pena il loro immediato intasamento.

Stai trovando interessante questo contenuto e vuoi approfondire o parlarne con noi? Siamo a tua disposizione: clicca su CONTATTACI e inviaci la tua richiesta. Saremo felici di aiutarti.

Quale soluzione scegliere?

I metodi per combattere la Legionella, come abbiamo visto, sono molti, e la scelta del più adatto in relazione al proprio impianto dipende da molteplici fattori. Effettuare cicli antilegionella utilizzando acqua ad alta temperatura rimane sempre una soluzione efficace, ma lo shock termico non è l’unica possibilità di intervento, e può essere utile soprattutto se combinata con altre metodiche.

Se si valuta la possibilità di ricorrere alla disinfezione termica, è importante accertarsi che il proprio impianto sia in grado di raggiungere e mantenere una temperatura superiore ai 60°C.

Non tutti i sistemi con pompa di calore permettono di ottenere queste performance e, in alcuni casi, si rivela necessario aggiungere all’impianto una resistenza elettrica, che però incide in modo molto negativo a livello di consumi. Le pompe di calore Robur garantiscono il raggiungimento della temperatura necessaria per effettuare il trattamento termico antilegionella, e contribuiscono quindi a semplificare le procedure per la sanificazione degli impianti.

Fonti: Documento di linee-guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi – Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e province autonome di Trento e Bolzano

Che cos’è la Legionella e perché è un rischio per gli impianti idrici?

La Legionella è una famiglia di batteri che prolifera negli impianti di produzione e distribuzione dell’acqua, in particolare dell’acqua calda sanitaria. Può causare infezioni polmonari anche gravi, soprattutto in soggetti fragili, rendendo fondamentale la prevenzione all’interno degli impianti.

A quali temperature sopravvive e prolifera la Legionella?

La Legionella sopravvive indicativamente tra i 5°C e i 55°C e prolifera in modo ottimale tra i 24°C e i 42°C, soprattutto in presenza di ristagni, incrostazioni e sedimenti. La gestione corretta delle temperature è quindi uno degli strumenti principali di prevenzione.

Che cosa si intende per shock termico antilegionella?

Lo shock termico è un trattamento di disinfezione che sfrutta il calore per ridurre o eliminare la carica batterica della Legionella. Portando l’acqua a circa 70°C il batterio viene abbattuto in modo rapido, mentre mantenendo almeno 60°C per un tempo sufficiente si ottiene comunque una forte riduzione della contaminazione.

Affinché il trattamento sia efficace, la temperatura deve essere raggiunta in tutti i punti dell’impianto, compresi i terminali più periferici.

Quali sono i limiti dello shock termico come unica strategia antilegionella?

Lo shock termico è efficace ma presenta alcuni limiti: non sempre è semplice garantire temperature elevate in tutta la rete di distribuzione, richiede un sistema di ricircolo efficiente e una buona coibentazione e non elimina in modo definitivo il biofilm batterico che può proteggere parte delle colonie.

Per questo motivo viene spesso utilizzato come parte di una strategia più ampia e non come unico intervento.

Oltre allo shock termico, quali altri metodi antilegionella esistono?

Oltre al trattamento termico esistono metodi chimici, come cloro e biossido di cloro, metodi fisici come i raggi UV, sistemi a ioni rame-argento, soluzioni a base di perossido di idrogeno e argento, ozono e filtri meccanici installati sui punti di prelievo. In molti casi queste soluzioni vengono combinate tra loro.

Perché la progettazione dell’impianto è fondamentale nella prevenzione della Legionella?

Una corretta progettazione riduce in modo significativo il rischio Legionella: evitare rami ciechi e ristagni, scegliere materiali adeguati, limitare gli accumuli di acqua calda e garantire un ricircolo efficace sono aspetti determinanti. A ciò deve affiancarsi una manutenzione regolare dell’impianto.

Come si sceglie il metodo antilegionella più adatto?

Non esiste una soluzione valida per tutti i casi. La scelta dipende dalla tipologia di impianto, dal livello di rischio della struttura, dalle temperature disponibili e dalla complessità della rete di distribuzione. Spesso è preferibile adottare un approccio integrato, combinando più tecnologie in un piano di prevenzione continuo.

Perché le pompe di calore Robur sono adatte ai cicli antilegionella?

Non tutte le pompe di calore riescono a raggiungere e mantenere le temperature necessarie per i cicli antilegionella senza integrazioni elettriche. Le pompe di calore Robur sono progettate per lavorare alle alte temperature richieste dal trattamento termico, consentendo una gestione più semplice dei cicli antilegionella e una maggiore efficienza complessiva.