Gli impianti di produzione e distribuzione dell'acqua sono l’ambiente ideale per la proliferazione della Legionella, un batterio responsabile di infezioni polmonari e quindi potenzialmente pericoloso per l’uomo. Per questa ragione è importante mettere in atto periodicamente alcune procedure di sanificazione degli impianti, che consentono di eliminare i batteri e tutelare la salute umana. Le modalità per effettuare la sanificazione sono molte: ecco le più diffuse.
La Legionella è una famiglia di batteri che prolifera negli ambienti ricchi di acqua, di cui fa parte una specie particolarmente pericolosa per l’uomo: si tratta della Legionella pneumophila, un batterio che può causare infezioni polmonari che, nel tempo, possono espandersi ad altri organi interni, e nei casi più gravi portare alla morte.
La Legionella pneumophila è diffusa in tutto il mondo, ma colpisce l’Italia con particolare frequenza: si calcola che ogni anno, nel nostro Paese, siano alcune migliaia le persone che entrano in contatto con questo batterio. Alcune centinaia di loro contraggono la Legionellosi, l’infezione provocata dal batterio, che ha un tasso di mortalità che si attesta tra il 5 e il 15%.
Il batterio della Legionella è anaerobio, quindi vive in assenza di ossigeno, e trova il suo ambiente ideale in condizioni di stagnazione e in presenza di incrostazioni o sedimenti; sopravvive tra i 5°C e i 55°C, ma prolifera in particolare a temperature comprese tra i 24 e i 42°C. Anche in assenza di tali condizioni esterne, però, la Legionella è in grado di sopravvivere: il batterio ha sviluppato la capacità di produrre biofilm batterici (cioè agglomerati di batteri avvolti da una sostanza gelatinosa di protezione) in grado di resistere sia all'azione termica che a quella chimica.
Queste caratteristiche fanno ben comprendere perché gli impianti di produzione e distribuzione dell’acqua (specie dell’acqua calda sanitaria) siano l’habitat naturale di questo batterio, e perché sia molto importante combattere la sua proliferazione per prevenire rischi per la salute umana.
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Per ridurre la pericolosità della Legionella è importante agire già in fase di progettazione dell’impianto, cercando di evitare che si creino zone in cui l’acqua ristagna (gli impianti con ricircolo sono una soluzione ottimale in questo senso) e preferendo, laddove possibile, l’installazione di tubazioni in rame, metallo che inibisce la proliferazione del batterio.
Un’alternativa è costituita dalla progettazione di impianti di produzione istantanea dell’acqua calda sanitaria, perché impianti di questo tipo non prevedono accumuli di acqua. La potenziale difficoltà, in questo caso, è rappresentata dal costo elevato delle apparecchiature e dai possibili problemi di spazio che il loro posizionamento comporta, perché il sistema deve essere posizionato vicino all’utenza.
Accanto agli interventi da realizzare in fase progettuale, è importante prestare la dovuta attenzione alla manutenzione dell’impianto, prevedendo la sanificazione periodica degli accumuli, dei serbatoi e di tutti i componenti in cui si possono verificare ristagno dell’acqua e formazione di sedimenti.
La pulizia può essere accompagnata da interventi di condizionamento chimico dell’acqua, finalizzati a evitare la proliferazione di alghe e altri batteri. I trattamenti di questo tipo non vanno ad agire in modo specifico sulla Legionella ma, eliminando dall’acqua le specie di cui il batterio si nutre, contribuiscono ugualmente alla creazione di un ambiente inospitale. In più, questi interventi inibiscono la formazione dei biofilm batterici, che – come abbiamo visto – costituiscono la principale difesa della Legionella in caso di condizioni di temperatura sfavorevoli, e quindi il loro utilizzo rende più efficaci gli altri interventi di disinfezione, che possono essere di diverso tipo:
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I metodi per combattere la Legionella, come abbiamo visto, sono molti, e la scelta del più adatto in relazione al proprio impianto dipende da molteplici fattori. Effettuare cicli antilegionella utilizzando acqua ad alta temperatura rimane sempre una soluzione efficace, ma lo shock termico non è l’unica possibilità di intervento, e può essere utile soprattutto se combinata con altre metodiche.
Se si valuta la possibilità di ricorrere alla disinfezione termica, è importante accertarsi che il proprio impianto sia in grado di raggiungere e mantenere una temperatura superiore ai 60°C.
Non tutti i sistemi con pompa di calore permettono di ottenere queste performance e, in alcuni casi, si rivela necessario aggiungere all’impianto una resistenza elettrica, che però incide in modo molto negativo a livello di consumi. Le pompe di calore Robur garantiscono il raggiungimento della temperatura necessaria per effettuare il trattamento termico antilegionella, e contribuiscono quindi a semplificare le procedure per la sanificazione degli impianti.
Fonti: Documento di linee-guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi – Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e province autonome di Trento e Bolzano