Skip to content
Contattaci
Assistenza
Documenti

FAQ.

Rispondiamo alle tue domande.


In questa sezione potrai trovare le risposte alle tue domande.

I nostri ingegneri di prodotto hanno realizzato una serie di documenti che proveranno a chiarire in modo chiaro, preciso e conciso, ogni tuo dubbio relativo alla nostra tecnologia e ai nostri prodotti.

Se invece non hai trovato le risposte che cercavi, contattaci direttamente e proveremo a rispondere alle tue esigenze.

Assistenza tecnica

Ho acquistato e fatto installare un prodotto Robur: cosa devo fare per l’accensione?

Se il tuo prodotto appartiene alla linea Classic è sufficiente contattare uno dei Centri di Assistenza Autorizzati (clicca qui per l’elenco delle Società presenti nella tua zona).

Se il tuo prodotto appartiene alla linea Abso devi inviare all'indirizzo assistenzatecnica@robur.it il modulo compilato di richiesta di prima accensione che trovi nell'imballo della macchina.

Se lo avessi perso, puoi scaricare qui il modulo di prima accensione per i prodotti Abso.

Ogni quanto devo far fare la manutenzione al prodotto Robur installato?

Robur consiglia di effettuare la manutenzione ordinaria almeno una volta all’anno.

Chi può fare la manutenzione sui prodotti Robur installati?

I Centri di Assistenza Autorizzati Robur.

Nella pagina Ricerca centro assistenza troverai i riferimenti dei centri assistenza della tua zona.

Dove trovo i pezzi di ricambio per i prodotti Robur?

I pezzi di ricambio dei prodotti Robur sono reperibili presso i Centri di Assistenza Autorizzati Robur o dai rivenditori che espongono il marchio Robur.

Pompa di calore K18

Quale è la temperatura di progetto ottimale per una pompa di calore ad aria?

Le prestazioni delle pompe di calore sono fortemente dipendenti dalla temperatura di mandata dell’acqua prevista. E' quindi suggerito operare con una temperatura di progetto relativamente alta nei periodi più freddi (ad esempio 55/60°C di mandata con -5°C di aria esterna), riducendo poi la temperatura di mandata quando le temperature esterne sono più miti (ad esempio 45/55°C con temperatura esterna sopra lo zero).
Questa funzione (definita come funzionamento curva climatica) può essere attivata sull’unità anche senza l’ausilio di altri accessori o componenti d’impianto, in quanto l’elettronica di bordo consente già questa tipologia di funzionamento, che consente sensibili ottimizzazioni dell’efficienza stagionale.

Qual è la taglia di edificio ideale per l’installazione della pompa di calore K18?

E’ opportuno valutare l’effettiva idoneità dell’applicazione in relazione al carico termico e alle funzioni d’uso e non alla dimensione dell’edificio. Per esempio in caso di richiesta di produzione di acqua calda sanitaria l’applicazione è pressoché sempre viabile. Così come per esempio un edificio da 120 mq con scarso isolamento può richiedere lo stesso carico termico di un edificio di 300 mq ben isolato.

Quali sono le tipologie di edificio più tipiche per la pompa di calore K18?

In relazione alla taglia di potenza termica erogata, possiamo individuare come tipiche applicazioni le abitazioni mono- e bi-familiari anche esistenti e con scarso isolamento termico.

K18 può servire un’abitazione con radiatori (termosifoni) esistenti dimensionati per acqua a 70/80°C?

Certamente sì. K18 è in grado di erogare acqua calda fino a 65°C, temperatura sufficiente per fornire adeguato riscaldamento anche nei periodi più freddi.
Infatti:

  • le superfici dei radiatori sono notoriamente sovradimensionate per la potenza richiesta;
  • il dimensionamento sul picco di carico, calcolato sulle poche ore notturne di minima temperatura annuale, non tiene conto dell’inerzia termica dell’edificio, che compensa l’eventuale deficit temporaneo di potenza necessaria;
  • e’ molto frequente nelle abitazioni di una certa vetustà che queste abbiano già sostenuto interventi di miglioramento dell’isolamento e riduzione delle dispersioni (ad esempio sostituzione degli infissi e delle finestre), utili a ridurre il fabbisogno termico. Con K18 è così possibile sostituire o integrare nel modo più rapido e semplice la vecchia caldaia a gas.

Quali sono i benefici della pompa di calore K18 rispetto ad una pompa di calore elettrica?

Tra i principali certamente:

  • K18 ha un consumo elettrico pressoché nullo: meno di mezzo kW a fronte degli oltre 5 kW richiesti dalle soluzioni elettriche;
  • K18 mantiene buone prestazioni anche a temperature dell’aria molto rigide così da non richiedere alcuna resistenza elettrica integrativa con conseguenti risparmi nei consumi di energia;
  • K18 è esente dalla normativa F-Gas in quanto usa refrigeranti naturali non oggetto di restrizioni e obblighi di dichiarazione né di manutenzioni specializzate.

K18 in termini di installazione e manutenzione è semplice?

Assolutamente sì, proprio come una caldaia. Non richiede alcun altro accorgimento particolare.

K18 richiede il progetto di un termotecnico?

Sì, solo quando previsto per legge (nel caso di nuovi edifici o ristrutturazione).

Con K18 posso produrre anche acqua calda sanitaria?

Certamente, grazie all'abbinamento con un serbatoio di accumulo opportunamente dimensionato.

K18 ha bisogno di pratiche ISPESL o certificato antincendio?

K18 non necessita di nessuno dei due.

Per K18 è necessario prevedere lo scarico condensa?

Sì, come per la caldaia a condensazione. Nulla di più.

Posso continuare ad utilizzare il termostato ambiente già esistente per regolare la temperatura di K18?

Certamente sì, fermo restando che l’utilizzo del Controllore di Sistema e dell’unità ambiente in esso compresa consentirà di ottenere una migliore efficienza complessiva.

E' possibile fare funzionare l’unità in accoppiamento ad una caldaia esistente?

Si è possibile, utilizzando con l’unità anche il Controllore di Sistema (optional). Collegando il consenso della caldaia integrativa ad esso, questa verrà chiamata al funzionamento quando K 18 non sarà sufficiente a fornire l’energia termica necessaria.

Con lo scarico fumi, come ci si deve comportare?

Lo scarico fumi di questa tipologia di unità può avvenire a parete (a seguito dei disposti del Decreto 102/2014), ma può anche essere agevolmente convogliato oltre il colmo del tetto perché la prevalenza disponibile del soffiatore (40 Pa) consente di allungare il condotto di alcune decine di metri, nel caso le norme locali lo impongano.

Dove è consigliabile posizionare una K18 rispetto all’edificio che deve riscaldare, essendo la sua collocazione all’esterno?

E' opportuno che l‘unità venga posizionata il più possibile in prossimità dell’edificio, per evitare le dispersioni termiche delle tubazioni di collegamento con l’impianto termico interno. Dovrà inoltre essere installata ad almeno 30 cm di distanza dalla parete, in una zona con una adeguata circolazione naturale dell’aria, per consentire l’afflusso e l’evacuazione dell’aria da parte del ventilatore dell’unità e che non risulti fastidiosa durante il funzionamento a persone o animali.

E' sempre necessario pulire l’impianto idraulico prima dell’installazione di una K18?

Si, è sempre necessario, in quanto negli impianti esistenti si possono essere depositate impurità e residui metallici, che potrebbero essere trasportati verso lo scambiatore della pompa di calore, riducendo l’efficacia dello scambio termico con l’acqua dell’impianto. Per la pulizia delle tubazioni, attenersi a quanto riportato nel Libretto di Installazione dell’unità K18.

E’ necessario installare sul circuito di riscaldamento un serbatoio inerziale?

No. Tuttavia un vaso inerziale anche di piccola taglia è consigliato perché può contribuire all’efficienza media stagionale complessiva soprattutto quando ci si trova a lavorare in regime di carico ridotto.

In generale che complementi di impianto devo prevedere nel caso di un impianto solo riscaldamento? E in caso in cui sia richiesta la produzione di acqua calda sanitaria?

L’inserimento di K18 in un impianto per il solo riscaldamento richiede, nella sostanza, solo un consenso al funzionamento (tramite ad esempio un termostato ambiente o un cronotermostato, anche già esistente), come oggi avviene semplicemente per una caldaia tradizionale.
Se si desidera un controllo più accurato, esteso anche all’impianto, è possibile gestire i circolatori di zona e una valvola miscelatrice attraverso il Controllore di Sistema (accessorio disponibile a listino Robur).
Se si ha necessità anche di avere la produzione di acqua calda sanitaria sono disponibili bollitori con serpentini maggiorati e la valvola a 3 vie dedicata alla commutazione riscaldamento/acqua calda.

Il Controllore di Sistema cosa fa e come funziona? E’ gestibile da sistemi mobile (tablet, smartphone, etc.)?

Il Controllore di Sistema (disponibile come accessorio a listino Robur) è un regolatore che permette la gestione avanzata dell’impianto e non solo dell’unità K18.
E’ in grado di:

  • gestire la produzione di acqua calda sanitaria, nel caso questa avvenga per mezzo di bollitore e valvola a 3 vie dedicata (accessori disponibili a listino);
  • gestire, in integrazione all'unità K18, una caldaia (esistente o nuova) che viene chiamata al funzionamento solo in caso di necessità di integrazione dell’energia termica prodotta dal K18;
  • gestire due circuiti secondari (entrambi diretti oppure uno diretto/miscelato) per ottimizzare l’efficienza del sistema. Con l’ausilio dell’optional kit espansione è possibile controllare un terzo circuito (diretto o miscelato);
  • regolare circuiti con diversi parametri e setpoint (ad esempio è possibile regolare due circuiti su diverse curve climatiche);
  • utilizzare l’interfaccia utente (Room Unit) fornita di serie come unità ambiente (con prestazioni di regolazione ambiente superiori a quelle di un normale cronotermostato).

E’ infine possibile gestire l’unità K18 anche attraverso sistemi remoti di attivazione dell’impianto di riscaldamento (anche tramite smartphone, tablet, etc.) per mezzo di schede di interfaccia e moduli domotici.

L’unità K18 è dotata di proprio circolatore?

K18 è disponibile sia in versione con circolatore modulante ad alta efficienza che senza circolatore.

Il circolatore fornito è idoneo ad essere utilizzato per un impianto con solo circuito primario, senza necessità di pompe di rilancio verso l’impianto?

La necessità di un circolatore di rilancio deve essere valutata in base alla tipologia di impianto di distribuzione esistente. Il circolatore fornito con l’unità K18 è in grado di fornire una prevalenza utile di 40 kPa (4,0 m c.a.) con una portata di 1.500 l/h.

Il circolatore che viene eventualmente montato all'esterno della pompa di calore può essere comandato dalla K18?

Sì, anzi il comando da parte della K18 è opportuno e necessario. In questo modo si avrà sempre un controllo coerente tra il funzionamento della pompa di calore e il circolatore (disponibile anche di tipo specifico modulante ad alta efficienza). Inoltre in questo modo si potrà gestire anche la funzione antigelo attiva, che prevede l’avvio del circolatore in caso di bassa temperatura dell’acqua. Il circolatore può essere controllato dall'unità attraverso gli apposti morsetti di consenso sulla morsettiera dell’unità.

Come avviene la produzione di acqua calda sanitaria con una K18?

Viene prodotta attraverso l’alimentazione di un serpentino annegato in un apposito bollitore di accumulo dell’acqua calda sanitaria. Questo bollitore va dimensionato in relazione alla richiesta di acqua calda sanitaria da parte dell’utenza servita (numero di occupanti, numero di bagni, tipologie di utilizzatori dell’ACS). Normalmente sono necessari dai 200 ai 300 litri di accumulo. E’ importante, per la produzione di ACS, il dimensionamento del serpentino del bollitore, che deve avere una superficie di scambio idonea per la potenza e la temperatura di mandata della K18 (tipicamente, rispettivamente da 3 e 4 mq per bollitori da 200 e 300 litri). In caso di presenza di produzione di ACS è opportuno l’utilizzo del Controllore di Sistema (optional), per regolare in modo opportuno la temperatura dell’acqua calda erogata, comandando anche la valvola a 3 vie di deviazione.

Come viene gestito il ciclo antilegionella nei serbatoi del bollitore, alimentato da una pompa di calore?

La pompa di calore K18 può erogare acqua calda fino a 70°C (con temperatura di ritorno non superiore a 60°C). Con tali temperature è possibile eseguire cicli periodici di disinfezione termica del bollitore, gestiti dal Controllore di Sistema, in grado di scongiurare la proliferazione del batterio della legionella. In ogni caso possono essere utilizzati anche altri sistemi di disinfezione di tipo non termico, quali il trattamento con raggi UV, utilizzo di micro filtri, trattamento con biossido di cloro o perossido di idrogeno.

Pompe di calore GAHP

Per riscaldare gli ambienti, le norme italiane impongono già l'utilizzo di energie rinnovabili?

Le attuali norme sugli impianti di riscaldamento nuovi o ristrutturati impongono una parte di utilizzo di energie rinnovabili. La legislazione è in fase di revisione per allinearsi alle direttive europee e prevederà, nel prossimo futuro, che il fabbisogno di energia termica sia per il riscaldamento sia per la produzione di acqua calda sanitaria provenga da quote sempre maggiori di energie rinnovabili. Sarà quindi sempre più necessario l’uso di apparecchiature in grado di utilizzare queste energie, come le pompe di calore ad assorbimento a gas.

Cosa si intende per energie rinnovabili nel settore del riscaldamento?

Le cosiddette "energie rinnovabili" sono energie, sotto forma di calore, generate da fonti che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano o non sono "esauribili" nella scala dei tempi "umani" e il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future. Energia rinnovabile è il calore contenuto nell’aria, la cosidetta energia aerotermica, nell’acqua, energia idrotermica, e nel suolo, energia geotermica. Seppur a bassa temperatura, questa energia può essere convenientemente “concentrata” da apparecchiature per il riscaldamento, come le pompe di calore ad assorbimento a gas, e trasferita all’edificio da riscaldare.

Lo sviluppo dell'uso delle energie rinnovabili andrà avanti anche senza i contributi statali?

Vi sono tecnologie con costi di acquisto elevati che, nonostante il risparmio energetico ottenibile, si ripagano solo grazie ai contributi statali. Solo alcune tecnologie potranno invece continuare a svilupparsi senza tali incentivi. Sono quelle con il miglior rapporto tra energia rinnovabile recuperata e costo di acquisto, come le pompe di calore ad assorbimento a gas, che recuperano notevoli quantità di calore tutto l’anno e in qualsiasi condizione climatica dall'aria, dall'acqua e dal terreno.

Quali sono le migliori tecnologie per riscaldare ad alta efficienza e con il massimo risparmio?

Le tecnologie che oggi consentono di ottenere un sensibile risparmio energetico sono quelle in grado di utilizzare le energie rinnovabili disponibili, quelle capaci di “catturare” il calore presente ad esempio nell'aria, nell'acqua, nel terreno e di trasferirlo all'impianto di riscaldamento. Le pompe di calore ad assorbimento a gas hanno enfatizzato questa caratteristica, che permette di ottenere elevate prestazioni termiche, quindi una sensibile riduzione dei consumi e dei costi di gestione dell’impianto. E meno consumo significa anche meno inquinamento.

Ho letto che le pompe di calore ad assorbimento a gas fanno risparmiare fino al 40% rispetto alle caldaie anche a condensazione; è vero?

Le pompe di calore utilizzano energia rinnovabile, cioè assorbono in modo opportuno calore dall'ambiente, anche a bassa temperatura, che viene sommato all'energia utilizzata per il loro funzionamento. Proprio l’utilizzo delle energie rinnovabili fa della pompa di calore un’apparecchiatura particolarmente efficiente. La pompa di calore ad assorbimento a gas Robur ad esempio ha un’efficienza nominale di circa il 40% superiore di quella di una caldaia a condensazione. E una maggiore efficienza si traduce in minori consumi e costi di gestione.

Mi hanno detto che le pompe di calore ad assorbimento a gas sono più costose di una normale caldaia; perché allora dovrei sceglierle?

Le tecnologie per il riscaldamento che hanno un’elevata efficienza energetica grazie all'uso di energia rinnovabile normalmente hanno un costo di acquisto maggiore e anche la pompa di calore ad assorbimento a gas costa mediamente più di una caldaia tradizionale. Ma è proprio la sensibile maggiore efficienza di tale apparecchio la motivazione per sceglierla. Infatti i minori consumi ottenibili rispetto a quelli di una caldaia consentono di ripagare il maggior investimento iniziale in pochi anni, dopo i quali l’impianto di riscaldamento beneficerà di un costo di gestione notevolmente ridotto e di una rendita certa annuale.

Ho letto cose eclatanti sulle pompe di calore ad assorbimento a gas; ma perché allora non sono così diffuse?

Domanda legittima. Dobbiamo tenere presente che spesso le tecnologie innovative hanno un “tempo di gestazione” per essere diffuse, tempo che dipende dal periodo di ricambio o sostituzione della tecnologia precedente. Un telefonino cellulare o un’auto mediamente si cambia dopo pochi anni, anche solo per seguire la moda; l’impianto di riscaldamento invece lo si cambia per necessità, avendo un tempo medio di vita di oltre vent'anni. La diffusione delle pompe di calore ad assorbimento a gas quindi è fisiologicamente graduale, sostenuta inizialmente proprio da quegli innovatori che hanno capacità e competenze per valutare e scegliere oggi le tecnologie vincenti del prossimo domani.

Nel mio Comune è obbligatorio installare pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria; significa che non posso utilizzare le pompe di calore?

La legislazione nazionale impone l’obbligo di produrre almeno il 50% del fabbisogno annuo di energia per l’acqua calda sanitaria con energia rinnovabile. Questa prescrizione è spesso soddisfatta con l’installazione di pannelli solari termici che utilizzano l’energia del sole. Ma non vi è alcun vincolo all'utilizzo di altre forme di energia rinnovabile, come quella geotermica o aerotermica recuperata da pompe di calore ad assorbimento. In alcune regioni, come la Lombardia e l’Emilia Romagna, è stato già precisato che l’utilizzo delle pompe di calore ad assorbimento a gas soddisfa pienamente questo requisito.

Ho già installato un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica; posso utilizzare l'energia prodotta per alimentare una pompa di calore?

L’installazione di pannelli fotovoltaici consente di produrre elettricità per i propri fabbisogni oppure di rivenderla, grazie a quanto previsto dal meccanismo di incentivazione statale Conto Energia. L’energia così prodotta può essere utilizzata direttamente per tutte le utenze elettriche, quindi anche per alimentare una pompa di calore. Consideriamo, a questo proposito, che le pompe di calore ad assorbimento Robur, grazie al prevalente utilizzo di gas, consumano pochissima energia elettrica, solo il 3%, a differenza delle pompe di calore totalmente alimentate elettricamente.

Ultimamente sento parlare di pompe di calore ad assorbimento a gas; che differenza c'è tra queste e la mia caldaia?

La principale differenza tra una caldaia e una pompa di calore ad assorbimento a gas sta nell'efficienza termica. Una caldaia è in grado di trasformare in calore il combustibile bruciato, per esempio gas o gasolio. La pompa di calore ad assorbimento a gas somma all'energia utilizzata per il suo funzionamento l’energia rinnovabile recuperata dall'ambiente. Una pompa di calore ad assorbimento a gas è quindi del tutto simile, anche nell'impianto, ad una caldaia perché funziona a gas, ma fornisce, a parità di consumi, una maggiore potenza termica, in quanto somma all'energia del gas l’energia rinnovabile recuperata dall'ambiente.

Cos'è una pompa di calore ad assorbimento a gas? E come funziona?

Una pompa di calore ad assorbimento a gas è un apparecchio che fornisce acqua calda per il riscaldamento e acqua calda sanitaria, come una normale caldaia, ma con efficienza molto più elevata. Questa efficienza più elevata è data dalla capacità della pompa di calore di assorbire dall'ambiente, quindi dall'aria dall'acqua o dal terreno, energia rinnovabile, cioè calore da trasferire all'impianto di riscaldamento. Le pompe di calore ad assorbimento a gas sono anche caratterizzate, diversamente da quelle elettriche, da un bassissimo consumo elettrico, che le rende simili a una caldaia seppur, come detto, con prestazioni molto più elevate.

Si parla spesso di energia rinnovabile: una pompa di calore ad assorbimento a gas quale e quanta energia recupera?

Le pompe di calore a gas Robur sono disponibili in 3 versioni: la geotermica, capace di recuperare il calore presente nel sottosuolo, l'aerotermica, che recupera il calore presente nell'aria esterna e l'idrotermica, che recupera calore da bacini e falde acquifere. La quantità di energia rinnovabile recuperata da una pompa di calore dipende da alcuni fattori, tra i quali ad esempio la temperatura della sorgente di calore, cioè del fluido nel quale l’energia rinnovabile è contenuta. Possiamo affermare che la quota di energia rinnovabile recuperata dalla pompa di calore può arrivare fino al 40% della potenza termica erogata.

Il mio albergo necessita di parecchia acqua calda sanitaria tutto l'anno. Posso utilizzare le pompe di calore per produrla, eliminando la caldaia?

La produzione di acqua calda sanitaria può essere realizzata certamente anche per mezzo di pompe di calore ad assorbimento a gas. Tra l’altro queste hanno il vantaggio di richiede pochissima energia elettrica e di utilizzare prevalentemente per il loro funzionamento il gas. Tutto però con efficienze decisamente maggiori rispetto a quelle di una caldaia. Possiamo quindi fare anche a meno della caldaia, ottenendo acqua calda sanitaria con sensibili risparmi energetici.

Devo sostituire la caldaia a servizio della mia azienda; mi hanno detto che installando una pompa di calore ad assorbimento a gas evito l'adeguamento della centrale termica; è vero?

Le pompe di calore ad assorbimento a gas sono progettate per l’installazione esterna e quindi non necessitano di essere collocate in locali dedicati o centrali termiche. Le unità possono essere installate in batteria per formare un gruppo termico di grande potenza posto in copertura, in cortile o in qualsiasi spazio aperto purché accessibile per la manutenzione. Non è necessario adeguare la centrale termica, ma è possibile integrare o sostituire l’attuale caldaia con pompe di calore poste all'esterno.