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La vera transizione energetica? Il meglio di tutti noi

La vera transizione energetica? Il meglio di tutti noi

E’ uno degli argomenti più dibattuti in questo periodo, quando si parla di energia.

La crisi scatenata dalla guerra Russia-Ucraina, l’aumento esponenziale del costo delle energie, la volontà di affrancamento dal gas russo da parte dell’Europa, la spinta verso la decarbonizzazione dei consumi di energia.

Quale è la soluzione finale a tutto questo? Potremo discutere all’infinito su quale sia la migliore fonte energetica che soddisferà la nostra sempre maggiore “fame”, senza probabilmente trovare una risposta univoca e trovarci tutti d’accordo.

Energia elettrica, gas naturale, gas verde, idrogeno, energie rinnovabili da sole, aria, vento, acqua, terreno, nucleare, ecc. Quale è la via giusta? E’ ragionevole pensare che la risposta sia una sola?

Partiamo da alcuni dati: nel 2021 in Italia si sono consumati grossolanamente (dati Terna) circa 310 miliardi di kWh di energia elettrica, mentre sono stati utilizzati circa 75 miliardi di metri cubi di gas naturale (dati MiTE). Considerando che ogni metri cubi di gas contiene circa 10 kWh di energia termica, abbiamo un consumo in gas pari a circa 750 miliardi di kWh.

Il maggior fabbisogno di energia è quindi oggi coperto dal gas naturale, che però ha ormai evidenziato due criticità: è un combustibile “pulito” ma la sua combustione produce anidride carbonica (CO2) che concorre alla generazione dell’effetto serra terrestre, causa dei cambiamenti climatici a cui tutti stiamo assistendo; inoltre è una fonte di energia (vettore energetico) che per il 90% importiamo da Paesi esteri e in particolare, come noto, dalla Russia. Siamo quindi soggetti a potenziali “ricatti” dai Paesi che ci forniscono il gas, con le conseguenze che tutti abbiamo sotto gli occhi.

Allora, la via più logica sembrerebbe quella di buttarsi sull’energia elettrica, che potrebbe essere prodotta totalmente, o quasi, in Italia, attraverso principalmente fonti rinnovabili, in primis il sole, del quale l’Italia può disporre a piene mani. Ed è innegabile che utilizzare un’energia rinnovabile sarebbe l’esatta direzione verso la transizione energetica e la neutralità climatica anelata.

Ma è realistico pensare che questo avvenga, o meglio, che possa avvenire in un breve o medio periodo? L’energia elettrica in Italia oggi è prodotta per la maggior parte grazie alle centrali termoelettriche, alimentate principalmente a gas naturale. L’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici nel 2021 ha coperto solo l’8% circa del fabbisogno di energia elettrica e, nel suo complesso, le energie rinnovabili hanno contribuito per il 36% circa.

I principali problemi delle rinnovabili per la produzione dell’energia elettrica “verde” sono, come ormai noto, due: il primo è l’intermittenza e non prevedibilità di produzione (sia il vento che il sole non sono costanti ne prevedibili), il secondo è l’impossibilità di immagazzinamento di significative quantità di energia elettrica (va bene le batterie, ma solo se ci si riferisce a poche decine di kWh accumulati).

Come fare dunque, considerando che il gas naturale è di origine fossile e importato dall’estero? Una delle proposte, compresa in modo chiaro nella strategia del PNRR nazionale, è quella di mantenere il vettore gassoso come fonte energetica, ma trasformandolo progressivamente in gas “verde” prodotto nel nostro Paese.

Il combustibile gassoso fossile di oggi potrà divenire “verde”, cambiando la nostra strategia energetica, puntando su due diverse fonti rinnovabili: il biometano e l’idrogeno.

Il biometano attualmente viene prodotto in diversi siti italiani ed iniettato in rete. Le statistiche di oggi stimano in circa 3,5 miliardi di m3 la quantità di gas prodotta in Europa (e l’Italia è uno dei principali produttori) , che la strategia energetica europea prevede di portare a 35 miliardi di m3 entro il 2030.

L’idrogeno verde può essere prodotto da una fonte rinnovabile, l’energia elettrica da fotovoltaico, la quale alimenta degli elettrolizzatori. In questo modo, si produce idrogeno gassoso, utilizzando semplicemente dell’acqua come materia prima e ottenendo come “scarto” dell’ossigeno.

Mix futuro di energieImmagine da sito SNAM (https://www.snam.it/it/transizione_energetica/idrogeno/idrogeno/)

Le modalità sono chiare, renderle operative ed ottenere il prodotto disponibile subito è però tutt’altro che immediato.

Quindi siamo fermamente convinti che è, e sarà il mix energetico la vera soluzione. Il gas non scomparirà, ma si evolverà da fossile a verde. Ma ci vorrà del tempo. Intanto, l’utilizzo di energia elettrica, e in particolare quella da rinnovabile, dovrà crescere ed affiancarsi al vettore gas per ottenere risorse energetiche complementari. Non sostituirsi, ma sostenere una domanda di energia sempre crescente, bilanciando la sua disponibilità con quella del gas naturale, in attesa della transizione verso la completa sostenibilità.

Energia elettrica totalmente da rinnovabile potrebbe essere il punto di arrivo, il gas il mezzo più idoneo per raggiungere questo traguardo.

Noi, produttori di soluzioni a gas ed energie rinnovabili continuiamo a prenderci le nostre responsabilità verso l’ambiente, proponendo soluzioni ad altissima efficienza, per utilizzare al meglio le risorse attuali, ma pronti a cogliere le sfide che il mercato e le condizioni economiche e politiche imporranno, per il bene e il futuro del nostro pianeta.

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