UNI 7129 Parte 3: requisiti normativi per scarico fumi
La UNI 7129 Parte 3 è la norma di riferimento in Italia per l’evacuazione dei prodotti della combustione negli impianti a gas domestici.
Introduzione alla norma UNI 7129
La UNI 7129 è una delle norme tecniche più rilevanti nel panorama italiano degli impianti a gas per uso domestico e similare. Si applica agli impianti alimentati a gas combustibili della I, II e III famiglia (gas naturale, GPL, aria propanata), con portata termica nominale complessiva non superiore a 35 kW, tipicamente installati in edifici ad uso civile.
La norma è articolata in più parti, ciascuna dedicata a un aspetto specifico dell’impianto:
- Parte 1: impianto interno
- Parte 2: installazione degli apparecchi di utilizzazione
- Parte 3: sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione
- Parte 4: messa in servizio
- Parte 5: sistemi per lo scarico delle condense
Questo contributo è interamente dedicato alla UNI 7129, che disciplina in modo dettagliato la progettazione, realizzazione, verifica e manutenzione dei sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, comunemente indicati come:
- canne fumarie;
- camini;
- condotti di scarico;
- sistemi intubati.
Scopo e campo di applicazione della Parte 3
La UNI 7129-3 ha come obiettivo primario garantire la sicurezza delle persone e degli edifici, assicurando che i prodotti della combustione vengano correttamente convogliati e smaltiti all’esterno, senza rischi di riflusso, dispersioni nocive o contaminazioni degli ambienti interni.
Il campo di applicazione comprende:
- apparecchi a gas di tipo B (a camera aperta con prelievo d’aria dall’ambiente di installazione);
- apparecchi di tipo C (a camera stagna);
- apparecchi tradizionali e a condensazione;
- installazioni singole o collettive (canne fumarie collettive ramificate – CCR).
Sono invece esclusi gli impianti industriali e quelli con potenze superiori a 35 kW, regolati da altre norme specifiche.
Principi generali dell’evacuazione dei prodotti della combustione
La norma si fonda su alcuni principi cardine:
- Tenuta dei sistemi: i sistemi fumari devono essere a tenuta rispetto ai fumi e ai condensati, per evitare fuoriuscite pericolose.
- Compatibilità con l’apparecchio: ogni sistema di evacuazione deve essere compatibile con il tipo di apparecchio (B o C, a tiraggio naturale o forzato), la sua potenza, la temperatura dei fumi e il funzionamento in pressione o depressione.
- Resistenza a temperatura e condensa: i materiali devono sopportare le temperature dei fumi e l’azione corrosiva delle condense, in particolare negli apparecchi a condensazione.
- Corretta evacuazione in ogni condizione: il tiraggio o la spinta dei ventilatori devono garantire lo smaltimento dei fumi anche in condizioni climatiche sfavorevoli.
Classificazione dei sistemi fumari
La UNI 7129-3 distingue i sistemi di evacuazione in diverse tipologie.
Camini e canne fumarie
Sono condotti destinati a convogliare i fumi verso l’esterno, funzionanti in depressione naturale. Possono essere:
- singoli;
- collettivi (CCR – canne fumarie collettive ramificate).
Condotti di scarico
Collegano direttamente l’apparecchio al camino o allo sbocco esterno. La norma ne definisce:
- lunghezze massime;
- numero e angolazione delle curve;
- modalità di collegamento.
Sistemi intubati
Prevedono l’inserimento di un nuovo condotto all’interno di una canna fumaria esistente, tipicamente in fase di ristrutturazione o sostituzione di generatori.
Materiali ammessi e requisiti costruttivi
Uno dei capitoli più importanti della UNI 7129-3 riguarda i materiali. La norma ammette esclusivamente materiali certificati e idonei allo specifico utilizzo.
Tra i principali:
- acciaio inox (AISI 316L o equivalenti), particolarmente indicato per apparecchi a condensazione;
- materiali plastici (PP), ammessi solo per basse temperature e apparecchi specifici, tipicamente a condensazione;
- materiali refrattari o ceramici, tipici dei camini tradizionali.
Ogni sistema deve essere marcato CE secondo le norme armonizzate europee e riportare le classi di resistenza (temperatura, pressione, condensa, corrosione).
Apparecchi di tipo B e C: differenze sostanziali
La norma dedica ampio spazio alla distinzione tra apparecchi:
Apparecchi di tipo B
- Prelevano aria comburente dall’ambiente.
- Richiedono particolare attenzione alla ventilazione dei locali.
- Possono essere collegati a camini a tiraggio naturale o sistemi specifici.
Apparecchi di tipo C
- Sono a camera stagna.
- Prelevano aria e scaricano fumi direttamente dall’esterno.
- Utilizzano sistemi coassiali o sdoppiati.
La UNI 7129-3 specifica in modo rigoroso quali sistemi sono ammessi per ciascuna tipologia, evitando configurazioni improprie o pericolose.
Terminali di scarico e posizionamento
Uno degli aspetti più noti (e spesso discussi) riguarda lo sbocco dei fumi.
La norma stabilisce:
- distanze minime da finestre, balconi, aperture di ventilazione;
- altezze minime dal suolo;
- criteri per lo scarico a tetto o a parete.
Canne fumarie collettive ramificate (CCR)
Un capitolo di grande rilievo è quello dedicato alle canne fumarie collettive ramificate CCR, tipiche degli edifici plurifamiliari.
La norma definisce:
- criteri di progettazione;
- modalità di allacciamento dei singoli apparecchi;
- compatibilità tra generatori diversi;
- limiti di potenza e funzionamento.
Viene ribadito un principio fondamentale: non è ammessa la commistione di apparecchi non compatibili sulla stessa canna fumaria, soprattutto in presenza di apparecchi a condensazione.
Intubamento di canne fumarie esistenti
L’intubamento è spesso necessario in caso di:
- sostituzione di un generatore tradizionale con uno a condensazione;
- adeguamento di impianti esistenti non conformi.
La UNI 7129-3 prescrive:
- verifica preliminare della canna fumaria esistente;
- continuità e ispezionabilità del nuovo condotto;
- corretta gestione delle condense.
L’intubamento non è mai un’operazione “automatica”, ma richiede una valutazione tecnica puntuale.
Verifiche, controlli e manutenzione
La norma non si limita alla progettazione, ma copre anche:
- verifiche di idoneità del sistema fumario;
- controlli visivi e strumentali;
- requisiti di accessibilità per la manutenzione.
Ogni sistema deve consentire:
- ispezione;
- pulizia;
- eventuale sostituzione.
La manutenzione periodica è parte integrante della sicurezza dell’impianto.
Responsabilità di progettisti e installatori
Un aspetto spesso sottovalutato è il tema delle responsabilità.
La UNI 7129-3 chiarisce che:
- il progettista è responsabile della corretta scelta del sistema fumario;
- l’installatore è responsabile della corretta posa in opera;
- eventuali difformità possono avere conseguenze civili e penali.
Il rispetto della norma non è quindi solo un obbligo tecnico, ma anche giuridico, in quanto è afferente agli aspetti di sicurezza degli impianti.
Conclusione
La UNI 7129 – Parte 3 rappresenta un pilastro normativo per chi opera nel settore degli impianti a gas. Non si tratta di una semplice raccolta di regole, ma di un documento tecnico complesso che integra sicurezza, efficienza e compatibilità impiantistica.
Conoscere e applicare correttamente questa parte della norma significa:
- ridurre i rischi per le persone;
- garantire impianti affidabili nel tempo;
- operare in conformità alle leggi vigenti.
In un contesto in cui le tecnologie evolvono rapidamente – basti pensare alla diffusione degli apparecchi a condensazione e dei sistemi ibridi – la UNI 7129-3 rimane un riferimento imprescindibile per progettare e realizzare sistemi di evacuazione dei fumi realmente sicuri e a regola d’arte.
Domande e risposte sulla norma UNI 7129 parte 3
Cos’è la UNI 7129 Parte 3?
La UNI 7129 Parte 3 è la norma tecnica italiana che disciplina la progettazione e l’installazione dei sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione negli impianti a gas per uso civile.
A quali impianti si applica la UNI 7129-3?
Si applica agli impianti a gas con portata termica nominale complessiva fino a 35 kW, installati in edifici ad uso civile e similare.
La UNI 7129 Parte 3 disciplina lo scarico fumi a parete?
Sì, ma ne limita l’utilizzo, privilegiando lo scarico a tetto e ammettendo lo scarico a parete solo in specifiche condizioni previste dalla norma.
È possibile collegare più apparecchi alla stessa canna fumaria?
Solo se la canna fumaria è progettata come collettiva ramificata e se gli apparecchi sono compatibili tra loro secondo la UNI 7129 Parte 3.
Chiedi o commenta